Un posto nel mondo
Stamattina ho finito di leggere l’ultimo libro acquistato.
Se qualcuno mi dovesse chiedere chi è lo scrittore che mi piace di più risponderei Fabio Volo. Anche perchè è l’unico di cui riesco a finire i libri. La domanda nasce spontanea? Fabio Volo è uno scrittore?
Io mi sono dato questa risposta: “Certo che no! E’ solo un altro me che è riuscito a mettere insieme una serie di pensieri simili ai miei su delle pagine bianche.” E non lo fa solo su carta…ma anche in radio e in tv. E al cinema.
A parlarne così sembra che stia parlando di un grandissimo artista poliedrico e con grandissime capacità in tutti questi campi. Invece io credo che egli riesca solo a mettere il suo stile in tutte le cose che fa. E gli riescono bene…
Da quel che so in pochi giorni il romanzo è balzato nelle prime posizioni della classifica delle vendite testimoniando che il buon Fabio si conferma uno scrittore di successo.
Un posto nel mondo è sicuramente rivolto a quella generazione di trenta/trentacinquenni come me che cerca, vista la maturazione personale, di trovare un proprio spazio, una propria collocazione nella vita sociale.
Ricordate quando Lorenzo Cherubini (che allora si faceva chiamare solo Jovanotti) scrisse la canzone in cui ringraziava tutti perchè con i soldi che faceva si poteva permettere la moto? Bene Fabio Volo con i soldi che fa… cosa si è comprato? Glielo devo chiedere una di queste mattine a radio DeeJay… gli manderò un sms o una mail.
Il fatto che la sua voce riesca ad illuminare le giornate pure quelle uggiose non facendo null’altro che esprimere se stesso mi fa rabbia (vorrei esternare anche io come lui)… ma allo stesso tempo mi fa ricordare che c’è qualcosa in me…qualcosa di buono. Ma anche qualcosa di cattivo.
Il romanzo, in cui c’è molto della sua vita, è un putpourri di sentimenti a volte anche troppo estremizzati che mi hanno fatto sentire emozioni e rabbia a seconda delle situazioni.
Ci siamo tutti in quelle pagine. Io mi sono riconosciuto in alcune situazioni e credo che chiunque possa vedersi al suo interno… i pensieri sugli amici, la famiglia, la natura e l’arcano si mescolano come in un valzer di pensieri che troppo spesso hanno dell’eccessivo ma che per questo riescono a coinvolgerti appieno.
Le prime pagine del libro si svolgono in una sala d’aspetto del reparto maternità. In una delle stanze sta nascendo Alice figlia di Michele (il protagonista) che ripercorre dentro di sé, durante quella interminabile attesa, tutta la sua vita.
Il mio giudizio?
Buono, scorrevole coinvolgente ma a tratti banale.
Credo che basti captare il pensiero senza entrare troppo nello specifico dei pensieri espressi. E c’è qualcosa di grosso dietro ai capitoli.
Ecco quindi la copertina.

Nessun commento »
Non c’è ancora nessun commento.
RSS feed dei commenti a questo articolo.

