Si ferma il prezzo delle case???
Nell’anno in cui inizio la ricerca per la mia casa ci sono ben 2 novità:
- l’aumento dei tassi da parte della BCE
- lo stop della crescita dei prezzi delle case
La seconda notizia non può che farmi piacere. Certo che cercare casa è davvero una imprese ardua. Tutti coloro che hanno già intrapreso questa avventura mi dicono di non accontentarmi…di girare…di visionare molte case. E io non mi fermo.
Riporto un articolo preso da Repubblica.it
Nel 2006 verso una crescita zero. Pubblicato il rapporto Nomisma
Famiglie sempre più prudenti nella scelta dei mutui per la casa
Stop ai prezzi degli immobili
“Quest’anno aumenti solo del 3%”ROMA - Continua l’atterraggio morbido dei prezzi delle case. Dopo anni di corsa sfrenata, quest’anno le quotazioni degli immobili residenziali dovrebbero far registrare incrementi che, in termini reali, non dovrebbero superare il 2-3%. In pratica verso crescita zero, a giudicare dal primo rapporto di Nomisma per il 2006.
Ci si avvia, quindi, verso un mercato residenziale sostanzialmente stabile con la domanda che risulta sempre più “attendista”. Lo dimostra l’allungamento dei tempi necessari a concludere la compravendita, l’aumento dello “sconto” che riesce a spuntare sul prezzo inizialmente richiesto dai venditori e la sempre maggiore attenzione nella scelta del mutuo necessario per supportare l’acquisto della casa.
“La corsa al mutuo da parte delle famiglie - afferma Gualtiero Tamburini, responsabile dell’Osservatorio Immobiliare di Nomisma - risulta essere sempre più guidata da scelte razionali e di conoscenza del mercato rispetto al passato, con un’elevata propensione alla valutazione comparativa delle condizioni offerte dalle banche sia in termini quantitativi (tassi di interesse applicati, costi accessori, ecc.) ma anche qualitativi (durata del contratto, flessibilità nel rimborso, ecc.)”.
Il rapporto Bnl/Centro Einaudi sul risparmio e sui risparmiatori evidenzia che ora ben il 70% dei compratori effettua una comparazione tra i vari prodotti finanziari, mentre solo un paio di anni fa il confronto veniva compiuto circa dalla metà. E sempre meno famiglie stipulano un contratto di mutuo ipotecario con la banca abituale utilizzata per operazioni di conto corrente (si passa dal 79% del 2004 al 70% del 2005). L’atteggiamento di chi deve ricorrere al finanziamento risulta condizionato anche dalla possibilità che la Bce decida ulteriori aumenti del costo del denaro.
Il rapporto di Nomisma evidenzia che anche con gli attuali tassi di interesse, l’ammontare delle rate necessarie per pagare un mutuo è pur sempre competitivo con il canone di locazione e che i prezzi delle case “potrebbero essere sostenibili se il reddito disponibile tornasse a crescere”. In calo le compravendite per investimento, soprattutto a causa della riduzione dei rendimenti degli affitti. Con l’elevato livello raggiunto dai canoni di locazione, tende a rafforzarsi il fenomeno dello sfitto e della morosità degli inquilini. Soprattutto nelle grandi città è iniziata la caccia all’inquilino “sicuro”.
(25 marzo 2006)
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