Maracucciata

Febbraio 22nd, 2007

Infreschi

Dietro richiesta dell’amico Vincenzo, posto questa ricetta tipica di Camerota (e ancora più precisamente della sua frazione chiamata Lentiscosa), paese appartenente alla Comunità Montana Zona del Lambro e Mingardo nel basso Cilento. Io non ho mai mangiato la maracucciata ma ne avevo “ntiso” parlare.

Un particolare del mare di Camerota

Cominciamo con lo spiegare cos’è il maracuoccio:

E’ un legume poco più piccolo di un pisello e con una i forma asimmetrica tanto da sembrare un sassolino. Si semina da gennaio a marzo in terreni collinari asciutti e soleggiati e a quanto pare solo nel comune di Camerota. Si raccoglie da giugno a luglio.

La maracucciata è un piatto antico della civiltà contadina e per questo risulta essere molto nutriente seppur fatta di cose semplici.

Ingredienti: farina di grano e maracuoccio, sale, olio, cipolla, crostini di pane.

Si mette a bollire dell’acqua salata e ad ebollizione si aggiunge molto lentamente la farina di grano e maracuoccio mescolando in continuazione con un mestolo di legno per evitare che si attacchi e si formino dei grumi a mò di polenta.

A parte in una padella mettiamo olio e cipolla. Si fa imbiondire la cipolla e quindi si mettono i crostini di pane che dovranno rosolare. I crostini una volta rosolati vengono aggiunti alla polenta contiuando ad amalgamare il tutto.

Alla fine si aggiunge anche l’olio della padella e si serve il tutto ben caldo.

In tempo di guerra venivano usati una “caurara” (pentola di rame) che si metteva a bollire sul fuoco a legna, il ruozzolo (che è un bastone di legno) per mescolare, una “tiella” (pentola di ferro) per rosolare olio e cipolla, e la cucchiara (grosso cucchiaio) per servirla.

Altra aggiunta: a quei tempi la farina veniva estratta soltanto dal grano e dal maracuoccio, oggi si aggiungono, anche se in piccola percentuale, altri legumi come il favino, ceci e granone.

Certamente se ci si trova a Camerota non si può fare a meno di cercare di degustare questa specialità unica al mondo.

Grazie Vincè…

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Linux sul portatile

Febbraio 8th, 2007

Da quando ho il nuovo portatile volevo installare una versione di Linux, ma vuoi per il poco tempo vuoi per la poca voglia avevo sempre soprasseduto.

Logo KubuntuVolevo comunque una versione Debian based, volevo il desktop KDE, volevo Amarok per i files Mp3, volevo Firefox come browser Thunderbird come client di posta e allora mi sono buttato, in attesa della versione Debian 4.0 Etch, su Kubuntu.

Nessun problema in particolare se non per il riconoscimento del Wireless… ma grazie alla comunità sono riuscito a navigare anche in wi-fi.

Ora sto lavorando, nelle ore al di fuori dell’ufficio, su un progetto personale. Una azienda ICT per il territorio cilentano. L’idea è quella di usare server con distribuzioni solo ed esclusivamente linuxiane (al 99,99% Debianizzate) e magari provare un uso anche per i client di distro gratuite. Poi starà tutto alle persone che vorranno collaborare a apprendere l’uso di Linux.

La cosa di cui Kubuntu mi ha impressionato è che di default ha l’utente root disabilitato. Voi mi direte ma come sei contento? Già… ma io penso in ottica utente… la maggior parte dei casini che avvengono sui pc che gli utenti usano è dovuta proprio al fatto che l’utente installa di tutto e di più sul pc utilizzato. Certo anche con Windows basta non dare i permessi di amministrazione all’utente ma visto che l’ottica in cui vorrei sviluppare il mio progetto è orientata all’uso di software con licenza Gnu/Gpl cercherò di adottare questa linea.

Inoltre l’interfaccia è veramente paragonabile a quella windwsiana. Non che questo sia un punto a favore però l’utente stupido (detto anche utOnto) vuole usare le finestre, il doppio click (anche dove non è necessario). Ma certamente non dovrà installare nulla di quanto non necessario.

Comunque pian pianino il progetto crescerà… nel frattempo sto scrivendo proprio dal portatile avviato con Kubuntu…

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RIP

Febbraio 3rd, 2007

«Uno stupido è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita»
 
(Carlo Maria Cipolla)

 

Ma quando gli stupidi sono tanti, che nascondono la faccia dietro ad  un fazzoletto per non farsi riconoscere e usano la violenza per correre dietro ad una fede calcistica, e fanno azioni che mettono a rischio vite umane fino a morire penso che  si debba mettere la parola fine a questo teatrino.

Non è questo il calcio che voglio!

Le mie sentite condoglianze alla famiglia dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, di 38 anni, morto durante gli scontri tra forze dell’ordine e i tifosi in occasione dell’incontro tra Catania e Palermo.
RIP
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