Ancora una volta…
… la legge si scaglia contro il web.
E’ stato inviato all’esame del Parlamento un disegno di legge che intende cambiare la gestione e la regolamentazione dell’editoria tra cui anche quella fatta sulla rete.
Il ddl prevede che chiunque faccia attività editoriale debba iscriversi ad un ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione). L’iscrizione è gratuita ma i certificati da presentare sono onerosi per le spese di bolli, spostamenti per richiederli, tempo da investire e litigi agli sportelli per ottenerli. Senza contare che a questo punto sarà necessario avere:
- società editrice
- direttore (giornalista iscritto all’albo)
Per capirci meglio il ddl dice (all’articolo 2):
Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di divulgazione, di intrattenimento che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Quindi sembrerebbe che tutti gli strumenti di informazione compresi siti specializzati e blog di varia natura siano inseriti in questo contesto. E questo perchè possano essere usati in ambito penale in caso di denuncia di diffamazione.
A questo punto mi è venuto in mente Beppe Grillo ed il suo blog ed infatti scrive anche lui su questa famigerata “Legge Levi-Prodi”. Come al solito non ci sono cose migliori a cui pensare o comunque a cui destinare 9.2 Milioni di euro all’anno per 5 anni.
Mah
Edit del 24 Ottobre:
Ddl editoria, Levi esclude i blog dall’iscrizione al registro
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Ricardo Franco Levi ha proposto alla Commissione Cultura della Camera un «comma aggiuntivo» al ddl di riforma dell’editoria che esclude i blog dall’articolo 7, quello che vede l’obbligo dell’iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione per i siti internet. «Nel comma aggiuntivo all’articolo 7 che lascio all’attenzione della commissione non abbiamo scritto blog ma questo è il senso». «Vi propongo di prendere in considerazione un comma aggiuntivo all’articolo 7. È un suggerimento per lavorare insieme, come del resto per tutto il resto del provvedimento», ha detto Levi nell’audizione alla Commissione Cultura della Camera che apre l’iter parlamentare del provvedimento.
Il comma aggiuntivo - ha spiegato Levi - dice che sono esclusi dall’obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo. «Vuol dire che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilità di chi opera su internet», ha spiegato il sottosegretario. «Non vogliamo spegnere voci ed attentare al pluralismo», dice il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per l’editoria Ricardo Franco Levi alla Commissione Cultura della Camera dove oggi si apre l’iter parlamentare del provvedimento. Lo dice in merito alla questione dei finanziamenti diretti destinati soltanto alle cooperative e ai giornali dei gruppi parlamentari.
«Per quelle testate che non rientrano nelle nuove norme - ha spiegato Levi - proporremo un periodo di 12 mesi con l’erogazione di contributi, così che questi giornali che perderebbero i contributi possano mettersi in regola con le nuove norme per diventare cooperative o soggetti di gruppi politici».
Ah beh!
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