Rispetto
rispètto s. m.
sentimento di riverenza verso cosa o persona ritenuta degna; la manifestazione di tale deferenza
saluto ossequioso o altra attestazione formale di tal genere con rispetto parlando, formula di scusa che si usa quando avviene di dover parlare di cosa che è contraria in qualche modo alla decenza;
lo scrupolo con cui si cerca di non offendere una norma, un obbligo rispetto umano, l’esitazione ad operare il bene dovuta ad un malinteso timore delle opinioni altrui
Ecco cosa cita un dizionario online parlando della parola rispetto. Cosa che oramai non esiste quasi più e men di meno alla guida. Gli autisti di qualsiasi mezzo a 2 e 4 ruote (parlo di quelli che guidano per le vie della capitale) credo che oramai non ricordino neanche lontanamente il suo significato.
Non passa giorno che, nei miei 50/60 minuti di guida mattutina e altrettanti serali, in cui io non mi incazzi almeno 2 o 3 volte. E’ mai possibile che non si possa mai fare 20-25 chilometri senza ritrovarsi di fronte a chi sorpassa in maniera azzardata a poca distanza da una curva, a chi ti supera infilandosi a destra mentre fermo allo stop attendi di passare. Gente che con il rosso passa lo stesso solo perchè dall’altra parte non sopraggiunge nessuno.
Camion che si fanno largo grazie alla loro dimensione, autista di autobus al cellulare o che fumano, “dueruotisti” che fanno come meglio credono sorpassando a destra o zigzagando tra le auto ferme nel traffico, chi decide di avere fretta e guida in corsia di emergenza sul raccordo, chi senza neanche preoccuparsi di guardare a destra e a sinistra attraversa incroci in maniera del tutto incosciente.
Nel Regno Unito una ricerca specifica ha battezzato questo comportamento come la sindrome da “Fred Flinstone”. Pare infatti che sia più facile mettendosi in competizione interpretare alcune azioni - tagliare la strada o essere seguiti troppo da vicino da un’auto – come invasioni del proprio spazio, e reagire di conseguenza.
Io mi sono rotto di questi atteggiamenti…
IO RISPETTO GLI ALTRI!!!
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